Società di Mutuo Soccorso: come cambia la normativa

dicembre 28, 2012  |  Novità

La società di mutuo soccorso è stata storicamente concepita come lo strumento giuridico per assicurare ai soci (e alle loro famiglie) un sussidio al verificarsi di particolari eventi quali malattia, impotenza al lavoro, vecchiaia, morte ecc.

Negli ultimi anni questa funzione è stata fortemente valorizzata non solo dal legislatore, ma anche da numerose esperienze operative che hanno rivitalizzato questo strumento giuridico concepito alla fine dell’Ottocento accantonato con l’introduzione del sistema sanitario nazionale.

A seguito di tali recenti esperienze operative, le società di mutuo soccorso sono andate via via assumendo un ruolo di primo piano nella creazione di forme di previdenza e assistenza volontarie in caso di malattia, invalidità lavorativa temporanea o permanente, vecchiaia e nello svolgimento di attività a carattere culturale e genericamente assistenziale.

Di qui, l’esigenza di mettere mano alla legge istitutiva di tale forma giuridica che, come da tempo lamentavano gli operatori, si presentava piena di lacune e, quindi, inadeguata a sostenere lo sviluppo di questa importante forma organizzativa.

Considerati i dubbi interpretativi e vuoti normativi caratterizzanti la disciplina di riferimento, il decreto D.L. 18 ottobre 2012, n. 179  (decreto «Crescita bis») interviene, con l’art. 23, sulla legge 15 aprile 1886, n. 3818, modificandone gli artt. 1, 2, 3 e 8.

L’art. 23 del decreto «Crescita bis», oltre a modificare la legge n. 3818/1886, interviene sul D.Lgs. n. 220/2002 estendendo la vigilanza tipica delle cooperative alle società di mutuo soccorso.

Nell’analisi delle innovazioni introdotte dal decreto, si evidenzia quando disposto dal primo punto dell’art. 23 del decreto crescita-bis:

«Le società di mutuo soccorso di cui alla legge 15 aprile 1886, n. 3818, sono iscritte nella sezione delle imprese sociali presso il registro delle imprese secondo criteri e modalità stabilite con un decreto del Ministro dello sviluppo economico.

Con il medesimo decreto è istituita un’apposita sezione dell’albo delle società cooperative, di cui al D.Lgs. 2 agosto 2002, n. 220, cui le società di mutuo soccorso sono automaticamente iscritte».

Viene, quindi, prevista l’iscrizione delle società di mutuo soccorso sia nella sezione delle imprese sociali, sia nell’apposita sezione dell’albo delle società cooperative.

In passato, le società di mutuo soccorso non ave-vano l’obbligo di iscriversi in pubblici registri; l’iscrizione prevista dall’art. 4 della legge n. 3818/1886 nel «registro delle società», tenuto presso la cancelleria del tribunale a norma dell’art. 91 del Codice di commercio del 1882, era facoltativa e prevista ai soli fini dell’ottenimento della personalità giuridica. In altre parole, l’ente non era tenuto all’iscrizione a meno che non volesse far godere i soci dei benefici conseguenti al riconoscimento della autonomia patrimoniale perfetta, tipica della personalità giuridica. Con la recente modifica normativa, invece, tutte le società di mutuo soccorso di cui alla legge 15 aprile 1886, n. 3818 sono tenute all’iscrizione presso il registro delle imprese e conseguono attraverso tale via la personalità giuridica.

Le altre modifiche rilevanti, come detto, riguardano gli artt. 1, 2, 3 e 8 della legge 15 aprile 1886, n. 3818 e l’art. 18 del D.Lgs. 2 agosto 2002, n. 220, e possono essere sintetizzate così come illustrato di seguito.

Art. 1 della legge n. 3818/1886

Le società di mutuo soccorso hanno fino ad oggi svolto attività in settori diversi, quello dell’assistenza sanitaria integrativa e complementare, dell’assistenza sociale e del sostegno alla persona, della previdenza, della cultura e del tempo libero.

Il nuovo art. 1 riduce i settori di intervento specializzando l’ente sostanzialmente su due tipi di attività :

  • quella erogativa di trattamenti, prestazioni e servizi nel settore socio sanitario e dell’assistenza familiare;
  • quella erogativa di somme di denaro per il rimborso di spese sanitarie o per il pagamento di indennità alla famiglia, soprattutto nell’ipotesi in cui questa si trovi in condizione di gravissimo disagio economico a seguito dell’improvvisa perdita di fonti reddituali e in assenza di provvidenze pubbliche.

Art. 2 della legge n. 3818/1886

In base al nuovo art. 2 della legge n. 3818/1886, le società di mutuo soccorso, fatta eccezione per la promozione di attività di carattere educativo e culturale diretto a realizzare finalità di prevenzione sanitaria e di diffusione dei valori mutualistici, non possono svolgere attività diverse da quelle previste dall’art. 1 della legge.

La nuova formulazione, quindi, limita fortemente le possibilità d’intervento delle mutue nei settori non sanitari, che in passato erano quelli dell’educazione (cooperare all’educazione dei so-ci e delle loro famiglie), dell’avvio al lavoro (dare aiuto ai soci per l’acquisto degli attrezzi del loro mestiere) e delle attività tipiche degli istituti di previdenza economica.

La volontà del legislatore di circoscrivere i confini operativi delle società di mutuo soccorso è anche evidente nell’uso dell’espressione «promuovere attività di carattere educativo e culturale..» che dal punto di vista terminologico ha indubbiamente un significato molto limitativo: quello di essere animatore e non anche erogatore di tali attività.

Inoltre, sempre l’art. 2, così come modificato, prevede che le società di mutuo soccorso debbano svolgere le attività di cui all’art. 1, comma 1 nei limiti delle proprie disponibilità di bilancio. Viene, così, chiarito il concetto di «mutuo soccorso», distinguendolo fortemente da quello di «assicurazione».

L’assicurazione comporta il trasferimento del rischio dal soggetto assicurato alla società di assicurazione; il mutuo soccorso, invece esclude tale trasferimento, considerato che le società di mutuo soccorso possono erogare servizi e somme di denaro soltanto nei limiti delle disponibilità di bilancio.

Art. 3 della legge n. 3818/1886

Le innovazioni all’art. 3 della legge n. 3818/1886, riconoscono, anche a soggetti diversi dalle persone fisiche la possibilità di diventare soci della società di mutuo soccorso.

Sulla base della nuova normativa, in particolare, possono essere individuate le seguenti categorie di soci:

  • ordinari: appartengono a questa categoria i soci che partecipano allo scambio mutualistico; si tratta di persone fisiche, altre società di mutuo soccorso e Fondi sanitari integrativi di cui all’art. 2 del D.Lgs. n. 502/1992;
  • sostenitori: appartengono a questa categoria i soci persone fisiche o giuridiche che, non usufruendo dello scambio mutualistico, sostengono, anche finanziariamente, l’attività della società. Per i soci sostenitori possono essere previste delle riserve nell’organo amministrativo ma limitate ad 1/3 del totale degli amministratori.

L’innovazione normativa, attraverso la previsione di soci ordinari diversi dalle persone fisiche (altre società di mutuo soccorso e Fondi sanitari integrativi), istituzionalizza il fenomeno della cd. mutualità mediata.

Attraverso tale riconoscimento, viene favorita la creazione di partnership tra società di mutuo soccorso di grandi dimensioni e quelle di piccole dimensioni che si trovano spesso nell’impossibilità di sviluppare prestazioni socio sanitarie di «spessore» per ridotta capacità patrimoniale e finanziaria.

Art. 8 della legge n. 3818/1886

Viene adottata una disciplina della liquidazione o della perdita della natura di società di mutuo soccorso simile a quella delle società cooperative.

Tale norma è forse quella che avvicina di più questo particolare tipo di ente alle società cooperative.

In passato, la destinazione era stabilita dallo statuto con alcuni limiti per la parte del patrimonio costituita da lasciti o donazioni.

Art. 18 del D.Lgs. 2 agosto 2002, n. 220

Le modifiche introdotte dal decreto «sviluppo-bis» sottopongono le società di mutuo soccorso alla vigilanza ex D.Lgs. n. 220/2002, così come accade per le società cooperative.

La vigilanza ha lo scopo di accertare:

  • la conformità dell’oggetto sociale alle disposizione di legge (dagli artt. 1 e 2 della legge n. 3818/1886);
  • la loro osservanza.

Nel caso in cui saranno accertate violazioni potranno essere previste le seguenti conseguenze:

•      perdita della qualifica di società di mutuo soccorso;

•      cancellazione dal registro delle imprese e dall’albo delle società cooperative.

Osservazioni conclusive

Le modifiche introdotte dal decreto «crescita-bis» trasformano le società di mutuo soccorso, definendone gli ambiti di intervento della loro attività: sanità e assistenza.

Alcune attività sono state totalmente precluse.

In sostanza, l’obiettivo perseguito sembra essere di chiarire il ruolo di tali enti, rendendoli soggetti giuridici utili per sviluppare l’attività sanitaria e dell’assistenza familiare, quest’ultima nel caso in cui la famiglia si trovi in un grave stato di bisogno.

Si ritiene che la scelta legislativa fatta, molto probabilmente indirizzerà alcune società di mutuo soccorso plurisettore a modificare la loro veste giuridica trasformandosi in associazioni mutualistiche simili alle casse mutue aziendali o in altri tipi di enti mutualistici di natura non commerciale. Nel contempo nuovi soggetti si inseriranno nel movimento delle società di mutuo soccorso probabilmente soggetti il cui scopo sociale sarà quello di erogare assistenze e sussidi senza finalità speculative o di lucro nel settore non profit della sanità.

L’articolo è stato tratto dalla rivista Consorzi e Cooperative nr. 12 del 2012 i cui autori sono Giorgio Gentile, Sebastiano di Diego, Sandro Turina.